In attesa dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità, come potrebbe cambiare lo scenario a “zone”

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C’è attesa, come tutti i venerdì, dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità. A rendere instabile la situazione è la diffusione della variante inglese che, in appena due settimane, è passata da una rilevazione al 18% dei casi a circa il 30-35%. Intanto, l’Rt nazionale è salito di nuovo sopra 1, la soglia di allerta, e c’è da aspettarsi ancora qualche cambio di colore. Se il Lazio, nonostante gli ultimi giorni circolasse la voce di un possibile ritorno in zona arancione, sembra mantenere il suo Rt a 0,95, e quindi essere “salvo”, lo stesso non può dirsi per altre Regioni.

Tra le Regioni dove la variante circola di più, l’Umbria è già in zona arancione e in parte rossa (qui preoccupa anche la variante brasiliana) mentre nelle Marche è stata isolata la provincia di Ancona, anche se la Regione resterà gialla.

Il Molise, invece, oggi diventerà arancione. Ma non sarà la sola.

Candidate al cambio di colore (da giallo ad arancione) ci sono anche Emilia Romagna e Campania.

Si aggiungeranno ad Abruzzo, Toscana, Liguria e Provincia di Trento.

Bolzano invece si trova in zona rossa per sua volontà.

Tra le 11 Regioni che resteranno in giallo non sono escluse delle aree con maggiori restrizioni. Come in Piemonte, dove hanno detto di pensare a zone rosse in aree particolarmente colpite dal virus.

Stesso discorso in Lombardia, dove i dati sono in peggioramento e sono stati trovati tre casi di variante (due inglesi e una brasiliana) in un nido e una materna.

Una buona notizia arriva invece dalla Val d’Aosta che, per prima, potrebbe conoscere la zona bianca.

 

 

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