Stop al decreto Indennizzi, arriva il decreto Sostegno. Aiuti per imprese e lavoratori, ma anche per genitori con figli in dad

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Le restrizioni decise dal nuovo Dpcm presentato ieri e che partiranno dal 6 marzo non sono l’unica novità. A giorni, forse già venerdì o inizio della prossima settimana, è infatti previsto il nuovo pacchetto di aiuti a famiglie e imprese. Non più decreto aiuti e indennizzi, ma un vero e proprio decreto legge che prenderà il nome di «decreto sostegno», con le nuove risorse economiche per fronteggiare la situazione pandemica. Ad annunciarlo è stata ieri sera il ministro agli Affari regionali Mariastella Gelmini.

Secondo quanto scritto da La Stampa in ballo ci sono 10-12 miliardi di contributi a fondo perduto a favore di imprese e partite Iva a valere sui 32 miliardi di deficit in più autorizzati con l’ultimo scostamento di bilancio di dicembre, fondi che però non è detto che siamo sufficienti per far fronte all’erogazione dei nuovi ristori e tutte le nuove spese, compresa la proroga della cassa integrazione (si ragiona di 8 settimane in più di Cig e 26 di cassa Covid), e le nuove spese per la sanità, che la nuova fiammata di pandemia richiede.

Non è escluso che si possa far ricorso ad un nuovo scostamento di bilancio per raccogliere più fondi.

Nulla dunque ancora è deciso e si prosegue con le riunioni tecniche per decidere quali interventi mettere in campo per sostenere chi è stato più duramente colpito dalla pandemia e dalle restrizioni messe in atto per contenerne gli effetti.

Sul tavolo ci sono sicuramente i ristori per gli addetti “della montagna”, si è parlato di 4,5 miliardi da erogare ed una delle ipotesi e di concederli solo ai territori compresi nelle zone rosse, ma anche lo stop alla cartelle esattoriali che era stato prorogato al 28 febbraio e che, con molta probabilità, verrà esteso.

Novità del decreto, già prevista per la verità dal precedente Governo, è il superamento dei codici  Ateco e delle perdite di fatturato riferite al solo mese di aprile 2020 per passare a rimborsare i costi fissi effettivamente sostenuti. L’idea iniziale per ammettere imprese e partite Iva ai nuovi contributi era quella di calcolare la perdita di fatturato patita nell’intero 2020. Si pensava di fissare questa soglia al 33%, ma è anche possibile che l’asticella venga abbassata al 30 se non al 28% per ampliare la platea dei beneficiari.

Infine, come spiegato dal ministro Gelmini ci saranno «risorse anche retroattive per la scuola, per i congedi e anche per la didattica a distanza. Le risorse ci sono, il problema è spenderle velocissimamente».

In particolare per i congedi, spiega La Stampa, a fronte della nuova chiusura delle scuole, verranno stanziati 200 milioni di euro. È previsto sia il passaggio al lavoro agile per genitori di ragazzi sotto i 16 anni malati di Covid per il periodo della «Dad» o della quarantena del figlio, sia la riproposizione del congedo (pagato al 50%) per i genitori con figli minori di 14 anni. «La misura, posta tra le nostre priorità – ha spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando – rappresenta un sostegno importante alle famiglie e in particolare alle donne sulle quali grava ed è gravato molta parte del peso di questi mesi così drammatici».

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