Vaccini, il gap tra Regioni che divide l’Italia

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A quasi tre mesi dall’inizio delle somministrazioni del vaccino anti-Covid da Nord a Sud si viaggia a velocità e criteri di priorità diverse. Lazio e Campania corrono, la Lombardia annaspa nella pianificazione, mentre le regioni dell’Emilia Romagna e la Calabria sono ancora in alto mare con le dosi per gli insegnanti e le forze dell’ordine. In coda spiccano il Veneto, la Liguria e la Sardegna; mentre la Valle D’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano staccano per le percentuali di somministrazione, rispettivamente il 93,9% per la prima e il 91,1% per la seconda.
Il monito di una maggiore organizzazione è arrivato dal premier Mario Draghi che ha sottolineato come «A livello nazionale andiamo forte, ma le Regioni sono molto difformi, alcune arrivano al 25% e altre al 5%: sono difformi nei criteri e nella capacità di somministrare i vaccini».
In Italia, in base ai dati forniti dal bollettino quotidiano del Ministero delle Salute, gli immunizzati sono al momento 2,5 milioni con oltre 8 milioni di somministrazioni. Nel dettaglio, le dosi sono state somministrate a 2.874.657 operatori sanitari, 1.342.973 unità di personale non sanitario, 516.062 ospiti di strutture residenziali, 2.338.455 over 80, 202.428 personale Forze armate e 755.214 personale scolastico.

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