lunedì, 17 Giugno 2024

“Con un calo complessivo dei consumi dell’11,7%, pari ad oltre 126 miliardi di euro, il 2020 ha registrato il peggior dato dal secondo dopoguerra, un dato su cui pesa la riduzione del 60,4% della spesa dei turisti stranieri, pari ad una perdita di circa 27 miliardi di cui 23 concentrati prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord, con Lazio e Toscana in testa”.

E’ quanto emerge dal rapporto di Confcommercio sui consumi 2019-2021 e nel quale si sottolinea che il crollo della domanda ha comportato, mediamente, “una perdita di oltre 2.000 euro a testa” rispetto al 2019, riportando i consumi “ai livelli del 1995”.

La perdita di consumi ha avuto andamenti differenziati sul territorio: il Nord e il Centro risultano le aree più penalizzate (Veneto e Valle d’Aosta le regioni con le maggiori perdite di consumi pari ad oltre il 15%), mentre il Sud ha registrato dinamiche lievemente meno negative, spiega il rapporto di Confcommercio. In questi ultimi due mesi del 2021, tuttavia, “le riaperture delle attività e il venir meno di molte restrizioni alla mobilità” hanno determinato un incremento dei consumi (+14,2% a maggio) consolidando il recupero del Pil (+2,9 a giugno).

Per il 2021 si prevede una crescita dei consumi interni del 3,8%. Così Confcommercio nel suo rapporto sui consumi 2019-2021, avvertendo che le previsioni restano “molto caute”, soprattutto per le “incognite sulla ripartenza del turismo internazionale”, con la conseguenza che, in valore assoluto, la spesa pro capite, mediamente, “non riuscirà a recuperare nemmeno un terzo di quanto perso durante la pandemia”.

Anche la ripresa di maggio (+14,2%) è “ancora insufficiente” a recuperare le perdite. Inoltre, viene sottolineato nel rapporto, sarà “più difficile” il recupero del Mezzogiorno, area nella quale la domanda per consumi è stimata crescere del 3,2%. “Si ripropone il consueto problema del Sud meno resiliente del resto del Paese, fenomeno già visto nel passato”, evidenzia Confcommercio. “Più intensa” dovrebbe risultare la ripresa nel Centro, con il Lazio “la regione più dinamica in assoluto”. (ANSA).

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