Bollettino economico della Bce: l’impatto della pandemia sull’economia

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La pandemia di coronavirus, nonostante le prospettive “incoraggianti” date dall’avvio delle vaccinazioni, “continua a ingenerare gravi rischi per la salute pubblica e per le economie dell’area dell’euro e del resto del mondo”. Lo scrive la Bce nel Bollettino economico, secondo cui la pandemia “continua a offuscare le prospettive economiche mondiali”. Nell’area euro la seconda ondata e l’intensificarsi delle misure di contenimento a partire da metà ottobre “dovrebbero determinare un nuovo calo significativo dell’attività nel quarto trimestre, sebbene in misura molto inferiore rispetto a quanto osservato nel secondo trimestre di quest’anno”. (ANSA).

 

La Bce ricorda che, dopo il forte calo nella prima metà del 2020, nel terzo trimestre il Pil dell’area dell’euro ha fatto registrare un forte recupero (+12,5%). “La seconda ondata della pandemia e il connesso intensificarsi delle misure di contenimento a partire dalla metà di ottobre dovrebbero determinare un nuovo calo significativo dell’attività nel quarto trimestre, sebbene in misura molto inferiore rispetto a quanto osservato nel secondo trimestre di quest’anno”. La ripresa è attesa nel medio periodo, a fronte di condizioni di finanziamento favorevoli, sostegno di bilancio e ripresa della domanda grazie al progressivo venir meno delle misure di contenimento e dell’incertezza. Le previsioni della Bce formulate a dicembre sono state riviste al ribasso, con un Pil a -7,3% nel 2020, +3,9 per cento nel 2021, +4,2% nel 2022 e 2,1% nel 2023. “I rischi per le prospettive di crescita nell’area – scrive la Bce – restano orientati al ribasso ma sono divenuti meno pronunciati. Sebbene le notizie riguardanti la distribuzione dei vaccini siano incoraggianti, i rischi al ribasso restano legati alle implicazioni della pandemia per le condizioni economiche e finanziarie”. (ANSA).

 

Il Consiglio direttivo della Bce “rimane pronto ad adeguare, ove opportuno, tutti gli strumenti a sua disposizione per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente all’obiettivo”. Lo si legge nel bollettino economico della Bce che ribadisce il rilancio delle misure prese a dicembre per sostenere l’attività economica e l’inflazione dell’area euro: in particolare il rilancio a 1.850 miliardi di euro del piano di acquisti di debito per l’emergenza pandemica, esteso “almeno sino alla fine di marzo 2022”, e il potenziamento dei maxi-finanziamento Tltro-III per il credito all’economia. (ANSA).

 

L’Italia, assieme a Spagna, Francia e Slovacchia, registrerà nel 2021 i disavanzi “più elevati” nell’Eurozona con percentuali superiori al 7,5% del Pil. Tuttavia, “in ragione della brusca contrazione dell’economia dell’area dell’euro, un orientamento di bilancio ambizioso e coordinato rimarrà essenziale fino a quando non si registrerà una ripresa duratura”. Lo scrive la Bce nel bollettino economico, dopo che la Commissione europea, per Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia e Portogallo, ha chiesto attenzione alla sostenibilità di bilancio a medio termine. la Bce nota che “il sostegno di bilancio dovrebbe tuttavia continuare a rimanere su livelli elevati” e “finchè l’emergenza sanitaria persiste e la ripresa non è in grado di autoalimentarsi, sarà importante prorogare le misure temporanee al fine di scongiurare la possibilità di variazioni brusche e significative (cliff effects)”. (ANSA).

 

Le misure adottate nell’area euro per mantenere i posti di lavoro durante la pandemia “hanno raggiunto livelli senza precedenti nei primi mesi dopo l’inizio della pandemia di COVID-19”, con oltre il 33% di tutti i lavoratori dipendenti in Francia interessati da una riduzione dell’orario di lavoro, il 30% in Italia, il 21% in Spagna e il 15% in Germania: livelli che, dopo una discesa temporanea, sarebbero tornati ad aumentare nel quarto trimestre. Tali misure “contribuiscono a mantenere stabile l’occupazione nel breve periodo” ma “comportano anche un determinato livello di perdite secche (quando sovvenzionano posti di lavoro che non sarebbero stati persi) e di effetti di esubero (quando sovvenzionano posti di lavoro improduttivi)” e “potrebbero ridurre l’efficienza allocativa dell’economia se utilizzati su larga scala per un periodo di tempo prolungato. Per tali motivi la loro durata dovrebbe essere limitata nel tempo, al fine di non ostacolare la necessaria ristrutturazione economica”. (ANSA).

 

La Bce, nel bollettino, richiama le osservazioni della Commissione europea sui documenti programmatici 2021 dei Paesi dell’area euro. giudicati dall’esecutivo Ue in linea con le raccomandazioni del Consiglio ma con “rischi” nel caso in cui le misure di emergenza divengano permanenti. “Solo nei documenti programmatici di Francia, Italia, Lituania e Slovacchia – scrive la Bce – si riportano misure che non sembrano avere natura temporanea o essere accompagnate da misure compensative”. per Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia e Portogallo, la Commissione europea ha sottolineato che “alla luce del livello del debito pubblico e delle grandi sfide in materia di sostenibilità a medio termine […] è importante assicurare che, nel varare misure di bilancio a sostegno dell’economia, sia preservata la sostenibilità di bilancio a medio termine”. La Bce scrive in proposito che “la valutazione della Commissione deve essere considerata alla luce dell’impatto significativo e divergente che la gravità dello shock causato dal Covid-19 e le misure di sostegno di bilancio stanno avendo sulle finanze pubbliche, ma anche alla luce dell’elevata incertezza prevalente”.

Il bollettino, poi, nota che a politiche invariate, “nel 2022 i disavanzi rimarrebbero al di sopra della soglia del 3% in 13 Stati dell’area euro, e che “molti paesi che al momento dell’insorgere della crisi avevano un rapporto debito/Pil elevato, pari a circa il 100% e anche oltre, saranno i più colpiti dallo shock causato dal Covid-19 dal punto di vista dell’aumento del livello di indebitamento”, infine che nel 2022 “sono solamente cinque” i paesi dell’area dell’euro il cui rapporto debito/Pil resterebbe sotto la soglia del 60%. Per la Bce, tuttavia, “in ragione della brusca contrazione dell’economia dell’area dell’euro, un orientamento di bilancio ambizioso e coordinato rimarrà essenziale fino a quando non si registrerà una ripresa duratura, in grado di consentire la ricostruzione di prudenti posizioni di bilancio nel medio termine”. (ANSA).

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